di Ulderico de Laurentiis

In un clamoroso video di un ex alto funzionario del Dipartimento di Stato, Steve Pieczenik, la rivelazione del terribile conflitto in atto tra apparati americani, combattuto su un terreno inedito: la rete internet

“Stiamo attraversando una grande, importante transizione e detto con franchezza, una seconda rivoluzione americana. Noi non abbiamo armi, non vogliamo uccidere nessuno, non intendiamo fare del male a nessuno. Ma noi, il popolo americano, e quelli di noi che hanno servito come veterani e nel servizio di intelligence come me, impediremo ai Clinton di assumere il potere che non meritano”.

Così – in un video rilasciato da poche ore visibile qui youtube.com/watch   – il dr. Steve Pieczenik, già alto funzionario anti terrorismo del Dipartimento di Stato USA durante le segreterie di Henry Kissinger, Cyrus Vance e James Baker e in seguito deputy assistant secretary nelle amministrazioni di Gerald Ford, Jimmy Carter, Ronald Reagan e George H. W. Bush. Pieczenik, le cui competenze al servizio dell’America comprendevano politica estera, gestione delle crisi internazionali e guerra psicologica.

Questo importante personaggio esce allo scoperto, confermando quanto più di una fonte di intelligence ormai aveva lasciato trapelare: dietro le rivelazioni di Wikileaks in corso durante la campagna elettorale per le presidenziali americane non c’è la Russia, tantomeno la volontà di Putin di favorire Donald Trump, ma il lavoro fatto dall’interno dalla cosiddetta “Intelligence Community” americana, decisa a contrastare quello che nel video viene definito un Civilian Coup, un colpo di stato civile ad opera del sistema di potere guidato e gestito da Bill e Hillary Clinton.

L’ex funzionario anti terrorismo proclama apertamente il coinvolgimento suo e di altri 007, in coordinamento diretto con Julian Assange, nel rilascio a Wikileaks di informazioni e comunicazioni email riservate del Partito Democratico e dello staff della campagna elettorale della candidata DEM alla Presidenza USA, comprese, pare, quelle cancellate dalla Clinton in qualità di Segretario Di Stato e su cui l’FBI ha da poco riaperto le indagini.


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Delle email che il sito di Assange rilascia senza sosta se ne è già parlato. Esse delineano un enorme quadro di irregolarità, illeciti, corruzione, commistioni, collusioni e interferenze a molteplici livelli con protagonisti i Clinton, lo staff e la rete che fa loro capo. Email trafugate e rese pubbliche che configurano scandali senza confini. Non a caso la Clinton è sotto inchiesta da parte dell’FBI per aver messo su un sistema per le sue comunicazioni, pubbliche e private, illegalmente alternativo a quello ufficiale che avrebbe dovuto usare per sicurezza di Stato e per registrare le sue conversazioni come prescrive la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi.

Un’inchiesta, quella dell’FBI, che era stata chiusa senza conseguenze per la moglie dell’ex Presidente degli Stati Uniti, dopo un incontro top secret, ma poi venuto alla luce, proprio tra Bill e Loretta Lynch, procuratore generale che ha messo fine alle indagini in seguito a tale conversazione, secondo le accuse di Trump e di molti altri, illegalmente.

Ed anche la Lynch è tra i diversi nomi fatti da Pieczenik nel video in cui li accusa di mettere in atto il golpe civile, così definito perché si sta occupando la Casa Bianca non con le armi, ma grazie alla fitta rete di corruzione e cooptazione messa su in questi anni dai Clinton. L’ex alto ufficiale USA punta il dito anche contro il direttore del’FBI reo di aver riaperto l’inchiesta per incriminare i Clinton solo grazie alle ingenti pressioni di James Comey e dei “coraggiosi agenti federali e poliziotti di New York” che si sono ribellati all’insabbiamento.

Pieczenik annuncia dunque il contro-golpe sostenuto dai patrioti americani dell’intelligence e dell’FBI, dai veterani e dalle forze di polizia, per impedire la presa di potere dei Clinton e del loro sistema corrotto, ma soprattutto per far si che siano incriminati qualsiasi risultato esca dalle urne delle presidenziali americani. Cade così – con una dichiarazione ufficiale di un alto funzionario USA – l’accusa di un coinvolgimento di hackers legati al Cremlino nello scandalo email e comincia la Seconda Rivoluzione Americana, in un teatro di operazioni inedito: la rete internet.

Fonte: Katehon

Tratto da: www.controinformazione.info

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