La muffa sulle pareti di casa fa male: sintomi della sindrome dell’edificio malato

  • di Andrea Centini

Le tossine prodotte dalle muffe su muri e carte da parati possono agganciarsi a polveri e microparticelle volatili ed essere così inalate dagli occupanti. Potrebbero essere alla base della cosiddetta “Sindrome dell’edificio malato”.






Un team di ricerca della Scuola Nazionale di Veterinaria di Tolosa (Francia) ha scoperto che le tossine prodotte dalle muffe – le cosiddette micotossine – che crescono al chiuso all’interno degli edifici, possono creare un vero e proprio aerosol di microparticelle respirabile dagli occupanti dell’ambiente.

Gli studiosi, coordinati dal professor Jean-Denis Bailly, docente di Igiene alimentare presso l’ateneo francese, suggeriscono che l’inalazione di tale aerosol potrebbe essere alla base della cosiddetta “Sindrome dell’edificio malato”. Si tratta di una peculiare condizione patologica i cui sintomi, tra i quali vi sono mal di gola, arrossamenti degli occhi e reazioni epidermiche, si scatenano all’interno di un determinato edificio e si riducono al suo esterno.





Durante la propria indagine i ricercatori hanno analizzato tre distinte specie di funghi (Penicillium brevicompactum, Aspergillus versicolor e Stachybotrys chartarum), note principalmente come contaminanti di alimenti ma che possono proliferare anche negli angoli più umidi delle case. Dopo aver elaborato un esperimento nel quale è stato simulato un flusso d’aria su un pezzo di carta da parati contaminato, è emerso che le micotossine prodotte dai funghi non solo si agganciano sulle spore, dove sono presenti in maggiore quantità, ma anche a microparticelle di polvere e a infinitesimi pezzetti della carta da parati stessa, elementi possono essere facilmente respirati.

“In questo stato le micotossine possono essere inalate e dunque dovrebbero essere studiate come parametri per la qualità dell’aria interna, soprattutto nelle case con visibile contaminazione da funghi”, ha sottolineato il professor Bailly. Il problema principale di tali tossine volatili, infatti, risiede nel fatto che se ne conoscono piuttosto bene gli effetti alimentari, dunque quelli relativi all’ingestione, ma poco o nulla per quanto concerne l’inalazione. Ecco perché gli studiosi francesi ritengono che esse possano giocare un ruolo chiave nella Sindrome dell’edificio malato, una condizione definita nel 1986 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per capire la portata dei risultati di questo studio, basti pensare che il 40 percento delle case in Europa e in America presenta segni visibili da contaminazione fungina.






Il prossimo passo per il team di Bailly è quello di capire in quali concentrazioni queste tossine possono rappresentare un serio pericolo per la salute, tenendo presente che il valore di sicurezza in agricoltura (ConNTC) è di 30 nanogrammi per metro cubo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Applied and Environmental Microbiology.

[Foto di www.eliminaremuffa.it]

Fonte: Fanpage

via Informare per Resistere

da lospillo.info

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