Che ci sia atto un processo di riduzione dei diritti conquistati negli ultimi tre secoli dai popoli europei, questo è evidente ormai da tanto. È iniziato dopo la seconda guerra mondiale e i suoi effetti si sono concretizzati dopo il 1981, anno del divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro, in un crescendo che passa per la costruzione dell’Euro, come strumento per obbligare gli stati a una politica di bilancio comune, e per l’Europa Unita, come camicia di forza per obbligare i parlamenti al rispetto di quelle politiche, e per le sinistre che da internazionaliste diventano le migliori alleate del capitale.

Un quadro che emerge chiaramente anche senza bisogno della famigerata confessione di Mario Monti, che in un discorso tenuto alla LUISS Guido Carli ha detto chiaramente che le crisi servono all’Europa per fare passi avanti e realizzare politiche che diversamente i popoli non accetterebbero mai (ma in altra sede ha detto anche che l’Europa Unita è stata da sempre un interesse delle grandi lobby americane).






E proprio di Guido Carli, ma anche di un documento esclusivo scritto per l’incontro del Gruppo Bilderberg del 1958 (scaricato da Byoblu e disponibile qui: bilderberg-meeting-report-1958) nel quale si delineava chiaramente questa strategia, parla Domenico Moro, ricercatore presso l’Istat, sociologo ed economista, in questa intervista realizzata da Irene Oliveri per Byoblu.

Domenico, che va ascoltato fino alla fine, ha il grande pregio di unire fatti, analisi e documenti anche conosciuti dal grande pubblico di Byoblu (come il documento Crysis of Democracy della Commissione Trilaterale, di cui Messora ha parlato a lungo già dal novembre 2011 – qui e qui), ma con una lucidità e una chiarezza disarmanti.





Fonte: www.byoblu.com