Dopo mesi di minacce e intesi negoziati l’Italia ha miracolosamente trovato l’intesa con Bruxelles – la procedura per debito eccessivo non verrà avviata.

Secondo la versione ufficiale, il governo italiano ha dimostrato di poter ridurre il debito e rientrare nei parametri europei in maniera concreta e rapida rispettando i vincoli del Patto di Stabilità per il 2020.

Come l’Italia ha convinto l’Europa? In che modo il governo intende muoversi per aumentare il potenziale dell’Italia di crescita? Cosa succede adesso? La partita negoziale con l’Ue è definitivamente chiusa oppure si tratta della quiete prima la tempesta? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto il noto economista e analista tedesco Marc Friedrich.

– Dott. Friedrich, a Suo avviso, come il governo italiano è riuscito a convincere l’Europa e evitare la procedura di infrazione? Perché l’Ue ha deciso di fare retromarcia?

– Il problema è che l’Italia ha una grande leva. L’Italia può ricattare l’Unione europea e Bruxelles perché sa perfettamente che il destino dell’Unione europea e dell’euro dipende da lei per una semplice ragione – l’Italia è la terza economia europea per grandezza, è un paese molto importante per l’euro e per l’Unione europea in generale, e se dovesse uscire dal sistema monetario dell’Unione europea, l’euro e l’intero sistema collasserebbero. Ecco perché Bruxelles non vuole inasprire l’intera situazione.  Nonostante tutti i problemi, l’UE non ha avviato l’azione disciplinare contro Italia e cosi l’Italia ha di nuovo guadagnato tempo.

– Italia ha promesso di mettere “sul piatto” oltre 7 miliardi di euro che la consentiranno di dire che il paese in linea con le previsioni del famoso 2,04% di deficit/pil nel 2019 e di rispettare i vincoli del Patto di Stabilità per il 2020. Come l’Italia, che in questo momento si trova nella recessione tecnica, potrà risolvere questo puzzle?

– Il governo italiano ha un sacco di trucchi. Per esempio, ha congelato la promessa di pagare il reddito di base per i cittadini (“reddito di cittadinanza”) e anche di implementare la riforma pensionistica. Ma in futuro dovranno farlo comunque. Inoltre, vorrei menzionare il pagamento di oltre 1 miliardo di euro che è stato effettuato da parte della società di lusso Gucci per chiudere il contenzioso con il fisco italiano. Questo importo rappresenta uno dei più grandi accordi fiscali mai conclusi da una società italiana. Tutti questi fattori insieme hanno aiutato a portare il deficit italiano al 2,04 per cento. Ma l’anno prossimo Gucci sicuramente non pagherà un altro miliardo e Bruxelles lo sa perfettamente…

– In questo momento il debito pubblico italiano ha raggiunto il 132% diventando il secondo in Europa dopo quello della Grecia. Secondo le stime della Commissione Ue, nel 2020 il debito può salire ancora al 135%. Come dobbiamo leggere queste cifre? L’Italia davvero rischia di diventare una seconda Grecia?


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– Indubbiamente! Ad essere onesto, io amo l’Italia, ma purtroppo l’Italia è in bancarotta ed è già in recessione, come ha detto lei. All’interno dell’eurozona, all’interno dell’euro e con il basso tasso di interesse, l’Italia non si riprenderà mai. Ricordate le mie parole! La situazione peggiorerà sempre di più. C’è già un tasso di disoccupazione molto elevato, in particolare quello giovanile (oltre il 30 per cento) e poi non dimentichiamo che 165.000 giovani italiani hanno lasciato il paese per trovare un futuro migliore in un nuovo luogo. È un segnale terribile per l’economia, perché questi giovani giustamente non pagheranno né tasse, né contributi pensionistici, e quindi non faranno il loro contributo per la ricostruzione dell’economia nazionale. Devo sottolineare ancora una volta che l’Italia è in bancarotta e all’interno dell’Unione europea non si riprenderà mai! Ecco perché per sopravvivere l’Italia ha bisogno della propria moneta!

– A proposito della nuova valuta, cosa invece pensa dell’istituzione dei mini-bot – valuta alternativa per saldare i debiti dello Stato? Secondo alcuni esperti, lanciamento di questo strumento finanziario potrebbe essere il primo passo di un piano per far uscire unilateralmente l’Italia dall’euro minimizzando i danni, e Lei cosa ne pensa?

– I politici italiani si rendono conto che il paese non ha alcuna possibilità di sopravvivenza all’interno dell’euro e con l’euro, e per questo giustamente cercano delle alternative. So che molte aziende sono già ansiose di introdurre i Minibot. Direi anche che i Minibot sono un modo intelligente per uscire dall’Eurozona, che prima o poi accadrà comunque. Quindi, a mio avviso, la moneta alternativa sicuramente deve essere considerata un primo passo verso un eventuale abbandono dell’euro, che, a mio avviso, ha fatto gli italiani solamente soffrire.

– Ha appena detto che l’Italia avrebbe lasciato l’UE prima o poi. Ha delle previsioni concrete sull’Italexit?

– Ovviamente non posso darvi nessun dato concreto perché è impossibile fare questo tipo di previsioni. Tuttavia, credo che finché l’Italia avrà la leva e ricatterà l’Unione europea, la useranno. Ma potrebbe essere anche che ad un certo punto in futuro, quando il debito diventerà troppo alto, la gente sarà disoccupata sempre di più e si sentirà fortemente la recessione (che arriverà molto presto), tutti questi fattori messi insieme avvelenerebbero la situazione. Credo che l’euro non sopravviverà nei prossimi quattro anni e si svanirà entro il 2023. Vediamo già all’orizzonte la recessione e vediamo che le banche hanno problemi molto gravi. Forse prima che questo accada i politici italiani prendono decisione di uscire dall’euro, come l’ha già fatto recentemente il Regno Unito.

– Parlando a Bloomberg durante il G20, il primo ministro olandese Mark Rutte ha detto che la crisi del debito italiano rischia di creare una crepa all’interno della euro zona, avvertendo che c’è stato una rottura fra gli Stati Membri. Lei è d’accordo con questa visione? 

– Sì, sono d’accordo con Rutte. Io mi chiedo solo perché l’Unione europea approvi certe leggi se non le applica mai.  I primi due paesi che hanno infranto i criteri di Maastricht sono stati proprio la Germania e la Francia. Questo è in realtà un cattivo esempio, ma gli altri paesi si sono uniti e li hanno seguiti. A mio avviso, questo episodio è solo un’altra prova del fatto che l’Unione europea non sta funzionando bene. I 28 paesi non possono vivere secondo una legge comunitaria, cosi veramente non andiamo da nessuna parte. Abbiamo ancora tasse diverse in tutta l’Unione, abbiamo paradisi fiscali in Irlanda, nei Paesi Bassi dove governa il Sig. Mark Rutte.  Ogni paese dell’Ue ha una sua agenda, ecco perché l’Unione non funzionerà, e lo vedremo ben presto.

Marina Tantushyan

Fonte: https://it.sputniknews.com/opinioni/201907097859019-friedrich-prima-o-poi-litalia-abbandonera-leurozona/ Tratto da www.stopeuro.news


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