Finalmente ai contribuenti britannici arriva il bonus della Brexit: cosi’ il quotidiano conservatore “The Telegraph” titola oggi martedi’ 30 ottobre la sua prima pagina quasi interamente dedicata alla presentazione della “Budget law” (la “Legge di bilancio”, ndr) per l’anno prossimo fatta ieri dal cancelliere allo Scacchiere, Philip Hammond, alla Camera dei Comuni.

La misura piu’ significativa, infatti, e’ l’innalzamento a 12.500 sterline (14 mila euro, ndr) della soglia della “personal allowance” o “no tax area”, l’aliquota dei redditi sui quali i non si versa alcuna imposta che finora era fissata a 11.750 sterline: ne beneficeranno 32 milioni di contribuenti, spiega il “Telegraph”, con un guadagno annuo medio di 130 sterline (150 euro, ndr).

Inoltre Hammond ha annunciato l’innalzamento a 50 mila sterline (56 mila euro, ndr) dell’aliquota massima del 40 per cento sui redditi, con un ulteriore risparmio di imposte di 750 sterline annue (840 euro ndr) per il ceto medio-alto.

A queste misure il cancelliere allo Scacchiere ha aggiunto un incremento della spesa pubblica di oltre 100 miliardi di sterline (oltre 112 miliardi di euro, ndr) per i prossimi 5 anni: a beneficiarne saranno soprattutto il National health service (NHS, il Servizio sanitario nazionale britannico a cui andranno 20 miliardi; ndr) ed il sistema riformato del welfare, il cosiddetto “universal credit” che ricevera’ un’iniezione di altri 4,5 miliardi di sterline (5 miliardi di euro, ndr) per renderlo piu’ generoso dei sussidi sociali che ha sostituito; oltre alle Forze armate, che con un bilancio gonfiato di 1 miliardo di sterline (1,12 miliardi di euro, ndr) potranno quindi evitare gran parte dei dolorosi tagli a cui altrimenti sarebbero state costrette.


“Finalmente si avvia a conclusione l’era dell’austerita’”, ha esultato lo stesso Hammond, presentando quella che tutti i commentatori hanno definito la “Budget law” piu’ generosa da quando il Partito conservatore e’ tornato alla guida della Gran Bretagna nel 2010.

Una generosita’ di bilancio che ha inoltre chiaramente l’obbiettivo di convincere con alcuni provvedimenti mirati i Tory piu’ euroscettici (i cosiddetti “Brexiters”) e gli alleati del Partito unionista democratico (Dup) dell’Irlanda del Nord i cui voti sono la stampella su cui si regge in Parlamento il governo della premier Theresa May; il sostegno di Brexiters e Dup infatti, concordano gli osservatori, e’ assolutamente vitale in un momento in cui arrivano alla stretta finale le trattative con Bruxelles sulla Brexit in vista dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, che scattera’ il 29 marzo 2019.

Resta il fatto che non dovendo più regalare all’Unione europea circa 20 miliardi di euro l’anno di “contributi” la Gran Bretagna si trova nell’invidiabile situazione di poter investire questo colossale risparmio iniettando potenti nuove risorse finanziarie nella Sanità pubblica, nel taglio delle tasse, nei sussidi sociali ai poveri, nel miglioramento della Difesa e ancora molto altro, per il bene dei cittadini britannici.

Questo, significa Brexit.

via Il Nord

Tratto da: www.stopeuro.news

CONTINUA A LEGGERE >>