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La decisione di Mosca di inviare la flotta di navi da guerra, con a capo la portaerei Almirante Kuznetsov, nell’est del Mediterraneo, potrebbe aver salvato l’Esercito siriano da un bombardamento già programmato da parte degli USA, lo afferma Vladímir Evséev, un esperto militare, in una conferenza stampa rilasciata all’agenzia Rossiya Segodnya.

L’analista ha segnalato che Washington aveva considerato la possibilità di attaccare le forze del Governo siriano con il pretesto di una informativa dell’ONU, circa il fatto che Damasco avrebbe utilizzato armi chimiche.

“Di recente abbiamo vissuto una fase molto importante, di cui molte persone neppure si sono rese conto. Perchè è sorta la questione circa il presunto utilizzo di armi chiamiche da parte dell’Esercito siriano? La vertà è che si stava preparando il terreno per un attacco mediante missili di crociera dalle navi USA”, ha spiegato Evséev.

Tuttavia, con l’entrata in campo della squadra navale russa, con in testa la portaerei Almirante Kuznetsov, nel Mar Mediterraneo, probabilmente è stata questa l’elemento essenziale che si necessitava per raffreddare l’appetito del Pentagono, ha aggiunto l’esperto militare e vicedirettore dell’Istituto della Comunità degli Stati Indipendenti (CEI). “La presenza delle nostre navi (tra l’Algeria e l’Italia) esclude un possibile schieramento di un gruppo navale simile della NATO nella zona. Di fatto, le nostre navi hanno chiuso a protezione la Siria da questo lato.
Le navi russe non sono arrivate lì per caso, ma con la loro presenza hanno eliminato la possibilità che si lancino missili da crociera contro la Siria da questo punto del mare”.

Il vice direttore ha assicurato che questa minaccia era più che reale, l’Occidente “stava preparando attivamente l’opinione pubblica per quello”.
In precedenza si era informato che il meccanismo congiunto dell’ONU e dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAQ), che ricerca l’eventuale utilizzo di sostanze chimiche con fini militari, ha responsabilizzato Damasco di un attacco chimico nella provincia siriana di Idlib nel 2015.

Gli alleati degli USA e la NATO, che partecipano in una campagna per demonizzare la Siria e la Russia, nel contesto della lotta per Aleppo, hanno utilizzato l’informativa per accusare Damasco e Mosca di “crimini di guerra” nella loro operazione per liberare la Siria dai gruppi jihadisti patrocinati da USA ed Arabia Saudita.

Allo stesso modo, Evséev ha suggerito che, nel liberare Aleppo, l’Esercito siriano ed i suoi alleati russi devono tenere come priorità circondare i terroristi del Fronte Al Nusra -gruppo terrorista proscritto in Russia ed altri paesi- in Idlib.

“I terroristi devono essere annientati, ma la cosa più probabile è che siano sospinti verso fuori”, ha notato. Se si vedranno obbligati ad abbandonare Idlib, “l’unico luogo dove possano andare è la Turchia. E qui raccomanderei che i nostri soci occidentali, che attualmente ci danno consigli di come combattere ad Aleppo, si prendano un momento per riflettere su quello che accadrà con i miliziani di Idlib che finiranno in Turchia.

Questo è quello che le nazioni occidentali dovrebbero star pensando, invece di mettere tronchi in mezzo alle ruote e far tutto il possibile per interferire nella operazione di liberare Aleppo e gli altri territori siriani”. L’esperto ha sottolineato che “se continuiamo ad aspettare e prolungando le pause umanitarie, non ci saranno persone che rimangano ad Aleppo. Senza appoggio aereo, le perdite sono troppo alte. E’ necessario liberare la città in forma rapida”.

Fonte: Sputnik Mundo

Fonte: Traduzione: Luciano Lago per www.controinformazione.info